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Rimozione amianto e smaltimento, come farlo in sicurezza

rimozione amianto e smaltimento

La rimozione Amianto è un fardello che molte aziende si portano avanti dal 1992, anno in cui è stata emanata la legge che obbliga professionisti e privati a bonificare qualsiasi cosa sia stata costruita con questo particolare materiale, contenuto per lo più nell'Eternit. Vediamo insieme cos'è l'Amianto, quali sono stati gli utilizzi, come e perché va bonificato o rimosso.

Breve storia dell'Amianto e dell'Eternit

Alla fine degli anni 80 il cosiddetto "Eternit" è stato ampliamente utilizzato nell'industria e nell'edilizia grazie alle sue particolari qualità isolanti e alla sua resistenza nel tempo. Dove nasce il nome "Eternit"? Agli inizi del 1900 l'Austriaco Ludwig Hatschek brevetta il Cemento-Amianto un materiale che chiamò Eternit prendendo spunto dalla parola Eternità per sottolineare l'elevata resistenza nel tempo. Negli anni successivi riscosse un grande successo e venne utilizzato in larga scala per la realizzazione di tegole e pannelli per la copertura dei tetti, serbatoi dell'acqua, acquedotti e tubature. Di lì a poco suscitò l'interesse di architetti e designer che iniziarono ad utilizzarlo per la realizzazione di oggetti per la casa come Sedie, Tavoli ecc... Intorno al 1955 nasce l'industria Siciliana Eternit che diede il via ad una grande produzione e distribuzione dell'Eternit. Man mano l'azienda crebbe con l'apertura di nuovi stabilimenti a Torino, Bari, Reggio Emilia, Pavia e Casale Monferrato. Con l'approvazione della legge del 1992, che vietava l'utilizzo di qualsiasi materiale contenente Amianto, l'Azienda va in crisi e di lì a poco chiude tutti gli stabilimenti.

Perché l'Eternit e l'Amianto sono stati banditi?

Come abbiamo visto, l'Amianto è stato utilizzato su larga scala fino all'anno 1992 e l'Italia fu il primo paese al mondo a vietare la Produzione, la commercializzazione e l'utilizzo a seguito della riconosciuta pericolosità del materiale. L'Amianto è risultato altamente cancerogeno e in particolare l'inalazione delle sue polveri avrebbe una forte correlazione con l'insorgere del cancro ai polmoni. Il rischio d'insorgenza di malattie all'apparato respiratorio aumenta in proporzione con il tempo di esposizione, con il tipo di prodotto inalato e con la concentrazione delle sue fibre nell'aria. A causa di questo anche la rimozione o la bonifica vanno eseguite con cautela avendo cura di farle con le opportune precauzioni. Qui di seguito vedremo la differenza tra Amianto ed Eternit e come vanno rimossi seguendo le giuste procedure. L'Eternit è composto per il 85/90% di cemento e per il 10/15 % di fibre di Amianto ed è proprio quest'ultimo ad essere cancerogeno. L’Amianto è un materiale di origine naturale con struttura fibrosa. Le sue proprietà isolanti sia dal calore che dal rumore l'hanno visto largamente impiegato in edilizia per realizzare tubi, feltri per sottofinestre, grondaie, tute e guarnizioni di protezione. È accertato però che le sue fibre, se inalate, possono causare seri danni.

Procedure di Rimozione dell'Amianto

L'amianto nello stato statico non crea problemi, ma diventa nocivo nel momento in cui viene polverizzato e le sue fibre vengono inalate. Nell'Eternit vi è presente in due modalità: una più rigida e più difficilmente volatile e una più morbida e facilmente friabile. Su quest'ultima va posta maggiore attenzione al momento della rimozione appaltando il lavoro a ditte specializzate che attueranno lo smaltimento o la bonifica ponendo le dovute accortezze. Le procedure esistenti sono essenzialmente tre: incapsulamento, confinamento e rimozione. Nel prossimo paragrafo le analizzeremo una per una per meglio comprendere quale sia la più giusta da seguire in base alle nostre esigenze.

 

Bonifica dell'Amianto e dell'Eternit, come procedere?

Per bonificare i Manufatti contenenti Amianto bisogna seguire un iter già prestabilito, che dovrà eseguire il proprietario dell'immobile o il suo amministratore, con lo scopo di ridurre i rischi per gli occupanti. Il proprietario è quindi tenuto ad informare la ASL del suo territorio che fisserà un appuntamento per eseguire dei test sullo stato di conservazione del materiale. Questi test indicheranno l'indice di Degrado (ID) che poi determinerà come intervenire. Di seguito un piccolo schema per meglio comprenderne i rischi:

• Con ID fino a 25 non vi è bisogno d'intervento;

• Con ID da 26 a 44 bisogna fare la bonifica entro e non oltre i 3 anni dalla data di valutazione;

• Con ID sopra i 45 va rimossa la copertura entro i 12 mesi successivi.

Se i risultati della valutazione dello stato di conservazione evidenziano la necessità di un intervento di bonifica o rimozione dell’Amianto, si dovrà redigere il piano dei lavori e presentarlo alla Agenzia di Tutela della Salute, che avrà 30 giorni di tempo per rispondere. Dopodiché è possibile iniziare i lavori.

 

Incapsulamento dell'Amianto

La procedura di incapsulamento consiste nel trattare la superficie dell'eternit o dell'amianto con delle vernici o prodotti speciali particolarmente coprenti, penetranti e in grado di inglobare e fissare le fibre di Amianto, costituendo di fatto una pellicola protettiva sulla superficie esposta alle intemperie. Questo tipo d'intervento ha dei pro e dei contro.

I vantaggi sono: i tempi rapidi di realizzazione, nessuna modifica alla struttura, costi d'intervento ridotti al minimo nella prima fase e meno rischi per gli addetti ai lavori e per l'ambiente esterno.

Gli svantaggi sono: la non adattabilità a prodotti friabili (o che comunque sono esposti alla possibile rottura), un programma di controllo e manutenzione continuo, costi che nel tempo potrebbero superare quelli di smantellamento e trattamenti con prodotti impermeabilizzanti che potrebbero causare seri problemi se si decidesse in futuro di smantellare.

P.S. Se devi intervenire su tetti o coperture industriali molto alte può esserti di aiuto il noleggio di Piattaforme aeree.

 

Confinamento dell'Amianto

La seconda procedura attuabile per essere in regola con la legge è quella del confinamento dell'Amianto. Questo metodo consiste nel creare una sorta di rivestimento a cappotto ermetico sui pannelli di Eternit o Amianto. Tutto ciò avviene con pannelli di vario genere applicati sia nella parte superiore che inferiore, poi sigillate tra di loro in modo ermetico. Questo tipo di procedura è adatta a tetti, coperture, ma anche a colonne verticali e pareti. A differenza dell'incapsulamento, i costi sono relativamente più alti in particolare se c'è bisogno di spostare impianto elettrico o idraulico ed anche i tempi di realizzazione sono più lunghi.

Rimozione Amianto

Per quanto riguarda la rimozione, se realizzata da mani esperte è di certo la soluzione definitiva a tutti i tuoi problemi legati all'Amianto. Questa procedura è abbastanza complessa e per questo vi suggeriamo vivamente di farla fare ad un esperto.

Prevede due tipologie di intervento differenti:

• Intervento su lastre di Amianto rigide - In questo caso bisogna intervenire delicatamente, tagliando i rivetti che legano le piastre, evitando lavori distruttivi che solleverebbero le polveri. In questa fase è anche utile inumidire leggermente le parti dove vanno tolti, in modo da rendere più semplice la rimozione. I pannelli, una volta sganciati, vanno riposti delicatamente su dei pallets e avvolti con dei teli in Polietilene. Se non si ha subito la possibilità di portarli in discarica bisogna creare un'area delimitata e apporre le apposite etichette.

• Intervento su Lastre di Amianto friabili - Questo tipo d'intervento risulta di gran lunga più delicato e va fatto con le dovute cautele. Viene realizzato in questo caso un sistema di confinamento che garantisce l'assoluta impossibilità per l'aria contaminata interna di entrare in contatto con l'esterno. Per fare ciò l'area viene isolata con almeno due strati di polietilene che vengono stesi sul pavimento e sulle pareti fino all'altezza della zona da bonificare. A questo punto i teli vengono sigillati ermeticamente nelle giunture tramite un'apposita schiuma poliuretanica. Dopo aver fatto questo passaggio la ASL locale manderà degli esperti a verificare l'adeguatezza dei sigilli, prima di iniziare la bonifica. L'aria interna viene trattata con degli aspiratori che hanno il compito di filtrare l'aria interna, purificando e riducendo la concentrazione delle fibre di Amianto. L'accesso all'impianto avviene tramite due unità di decontaminazione, una per il materiale ed una per gli operatori, completa di doccia decontaminante. Una volta rimosso l'amianto, questo viene incapsulato prima del trasporto e durante tutto il processo di rimozione viene mantenuto umido per evitare le polveri volatili. Viene infine decontaminizzato, caricato in appositi sacchi sigillati, anch'essi in modo ermetico, e trasportato in una discarica specializzata. La ASL si occuperà poi di un controllo finale per verificare che sia andato tutto a buon fine.

Quanto costa lo smaltimento dell'amianto?

È difficile prevedere i costi di smaltimento perché possono variare di caso in caso anche di molto. Per darti comunque un'idea te ne elenco alcuni. Di certo i costi variano a seconda della dimensione della superficie da smantellare.

Per una superficie di 50 m2 il costo si aggirerà intorno ai 18 Euro, per 100 m2 il costo sarà di circa 25 Euro, per 500 m2 sarà circa 100 Euro. Il costo comprende rimozione, smaltimento e trasporto in discarica, ma grazie ad incentivi statali è possibile portare in detrazione fiscale fino al 50% dell'importo speso.

 

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