Giffi Blog
07/02/2023
Ti stai chiedendo come impermeabilizzare un tetto e un cornicione? Se non sei un super esperto, qui puoi iniziare a capire i procedimenti di base e puoi trovare qualche trucchetto per eseguirli al meglio. Per impermeabilizzare un tetto piano si può intervenire con guaine liquide o a membrana. Cercheremo di capire quando adottare l'una o l'altra e le rispettive procedure di applicazione. Ma quali sono i primi accorgimenti da prendere?
L'impermeabilizzazione di un tetto può avvenire sostanzialmente in due situazioni distinte: durante la realizzazione di una nuova copertura o per ripristinarne una danneggiata o obsoleta. In entrambi i casi, il primo accorgimento da avere è l'intervento di un tecnico, che eseguirà una valutazione della situazione e determinerà la procedura migliore per intervenire e i prodotti da utilizzare. Vi sconsigliamo il fai da te, ammenoché non si abbia già esperienza in merito, perché l'operazione di impermeabilizzazione nasconde diverse insidie.
Abbiamo separato le due diverse situazioni perché la valutazione è molto differente. Nel caso di una nuova superficie l'operazione di preparazione di questa è più semplice perché non esiste una correlazione tra materiali diversi che devono in qualche modo legarsi. In questo caso la scelta del materiale di copertura deve essere fatta in base alla resistenza nel tempo, qualora dovesse essere calpestabile, e per la riduzione del consumo energetico se ce ne fosse necessità. Ad esempio, si potrebbe preparare la superficie con dei pannelli isolanti sottostanti e successivamente applicarvi la guaina protettiva sopra.
Nel caso in cui la copertura sia già esistente va innanzitutto valutato che tipo di materiale è stato utilizzato per la vecchia copertura e in questa situazione potrebbe essere utile utilizzare una guaina bituminosa, un prodotto ideale per la riparazione, che evita fastidiosi, costosi e complicati smantellamenti delle vecchie coperture. Tuttavia, con l'utilizzo di questo tipo di prodotto si potrebbe incorrere in problemi di compatibilità tra il vecchio e il nuovo materiale poiché i solventi contenuti nel nuovo prodotto potrebbero danneggiare il precedente. Nel caso, invece, in cui la vecchia superficie sia in materiale siliconico c'è il rischio che il nuovo prodotto non aderisca alla superficie. Un altro problema che causa la cattiva aderenza del nuovo substrato impermeabile sono i residui, lo sporco, la polvere e il grasso (olio).
Prepararare la superficie nel modo corretto è di fondamentale importanza: commettere errori in questa fase potrebbe compromettere l'intero lavoro successivo. Proprio per evitare questo, qui di seguito vi mostro la procedura comunemente corretta per operare al meglio:
1) La prima operazione da fare per la preparazione di un tetto è di certo un'accurata e minuziosa pulizia della superficie da impermeabilizzare. Più sarà pulita e migliore sarà l'aderenza finale. Per una pulizia perfetta l'ideale sarebbe usare un sapone specifico in grado di staccare la polvere e sciogliere olio e grasso. Bisogna quindi munirsi di acqua, secchio e spazzolone per poi passarla con un'idropulitrice.
2) È il momento di asciugare per bene la superficie. In questa operazione attendere troppo potrebbe causare una nuova caduta di polveri o pioggia ed è quindi meglio aiutarsi con il fuoco del classico cannello a gas, utilizzato per la stesura della guaina a membrana.
3) Arrivati a questo punto è fondamentale l'applicazione di un Primer. Questo altro non è che un prodotto che forma una pellicola semi trasparente utile a bloccare il rilascio di olio bituminoso, a fissare gli ultimi residui di polvere e a preparare la base per l'applicazione del bitume.
4) Ora non ti resta che curare alcuni dettagli che vanno rinforzati, come possono essere gli angoli del pavimento con il muro di cinta perimetralmente, i fori di scolo, scossaline e prese d'aria. A questi vengono generalmente applicati dei pezzi di tessuto di rinforzo appositamente studiato, che viene tagliato e sagomato a misura secondo le specifiche esigenze.
Una volta preparata la superficie è possibile iniziare la copertura con la guaina bituminosa. Questa può essere passata sia a rullo (consigliato) che a pennello. In genere è meglio partire definendo gli angoli con un pennello o un piccolo rullo e poi stenderla sul resto della superficie piana. Una volta passata la prima mano, va steso il telo di armatura, una fitta rete in fibra di vetro o altro materiale, facendo attenzione a sovrapporre di almeno 5-6 cm i bordi tra una fila e l'altra. Il telo è utile a rafforzare la tenuta nel tempo sia contro le sollecitazioni dovute alle variazioni di temperatura che contro l'umidità e il calpestamento. Ora si può passare una seconda mano, cercando di impregnare il più possibile il telo steso, in modo da farlo divenire un tutt'uno con il bitume. Una volta asciugata si può passare la terza mano di finitura finale. Per evitare il surriscaldamento della guaina è consigliabile prenderla di colore bianco in modo da riflettere i raggi solari nelle ore più calde ed evitare così il deterioramento precoce. In caso di esigenze particolari ne esistono però di diverse colorazioni.
In questa fase è buon uso fare molta attenzione a tutte le limitazioni che desta il produttore e seguirne il giusto processo di applicazione perché può subire variazioni importanti a seconda del tipo di prodotto scelto. Acriliche e siliconiche sono in genere le più scelte. Le prime sono più economiche, ma hanno uno svantaggio: si emulsionano a contatto prolungato con l'acqua e quindi sono da evitare su tetti dove l'acqua ristagna, quali possono essere quelli piani, e sui terrazzi. Le siliconiche, invece, hanno una resistenza di gran lunga superiore e una maggiore durata nel tempo. Nella fase di scelta di un prodotto è importante valutare anche i costi di eventuali future riparazioni o di ulteriori rivestimenti.
Non è facile rispondere a questa domanda perchè le variabili da tenere in considerazione sono molte. Quello che possiamo fare è ipotizzare differenze di costo in base alla metratura, alla disposizione, alla posizione geografica e al materiale scelto per la copertura. Per quanto riguarda la metratura, maggiori sono i metri quadri e maggiore sarà il costo sia di manodopera che del materiale. Tuttavia, c'è da dire che se i metri da coprire sono molti si possono ottenere scontistiche importanti da parte dei fornitori e degli applicatori. La disposizione va anche essa ad influire sul prezzo perché un preventivo per un tetto piano sarà di certo inferiore rispetto a quello per un tetto scosceso e scomodo, in quanto sarà calcolato un maggior fattore di rischio. Anche la posizione geografica assume la sua importanza, soprattutto nei centri abitati a traffico limitato e in posti difficili da raggiungere. A causa di questo alcuni preventivi lievitano anche di molto per la difficoltà a raggiungere il posto. Per ultimo, ma anch'esso importantissimo, vi è il costo materiale. In commercio ne esistono di diverse tipologie e marche, ognuna con caratteristiche e specifiche uniche. Di seguito ve ne suggerisco alcune delle più conosciute: aquaflex, sikagard e guaina liquida bituminosa.