Giffi Blog
31/10/2022
Se sei alle prime armi in fatto di ulivi, questa guida è su misura per te. Non solo vedremo, passo dopo passo, come potare un olivo, ma faremo nel corso dell'articolo riferimenti alla "scienza degli ulivi" per aiutarti ad avere una maggiore comprensione di questo meraviglioso e forte albero, icona del nostro Paese capace di produrre frutti eccellenti apprezzati in tutto il mondo.
Risposta breve: ad aumentare la qualità e la quantità del frutto dell'olivo, semplificando al contempo le operazioni di raccolta.
Risposta lunga: Per produrre olive l'albero ha bisogno di una forte ed intensa fonte di luce solare e di "arieggiare", ovvero avere abbastanza spazio all'interno all'interno della chioma per permettere il passaggio e il ricambio di aria. La potatura risponde ad entrambe le esigenze. Come? Eliminare i rami interni (che non sono esposti al Sole e quindi improduttivi) permette all'olivo di respirare, mentre tagliare i rami esterni, ma ripiegati "a cappello", cioè tendenti verso l'interno, libera zone che prima erano all'ombra e che possono tornare a beneficiare dei raggi del Sole.
Una potatura ben realizzata, come si intende, garantisce il miglior frutto possibile e, dettaglio comunque non da poco, rende molto più semplici le operazioni di raccolta, che altrimenti diventerebbero frustranti per il dispendio di energie che causerebbe il "fare a botte" in mezzo a tutta quella vegetazione di troppo.
Un obiettivo primario della potatura è produrre grappoli densi che possono essere strappati dall'albero in grandi piogge.
Credenze astrologiche a parte (molti ancora ritengono valida la tradizione popolare che fa riferimento alle fasi lunari per decretare il periodo propizio) il periodo migliore per potare gli ulivi è il cosiddetto "riposo vegetativo" dell'albero, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.
ATTENZIONE: bisogna assicurarsi che l'inverno sia davvero alle porte perché una gelata tardiva darebbe problemi all'olivo che dopo la potatura è chiaramente più sensibile al freddo. In regioni o zone fredde in cui i "ritorni" dell'inverno sono frequenti è bene prendersi il tempo necessario e aspettare anche fino a primavera inoltrata a seconda dei casi. Inoltre, le piogge invernali rappresentano un pericolo perché potrebbero trasmettere malattie all'albero attraverso i punti di ingresso aperti dalla potatura.
Se potiamo l'olivo con il giusto tempismo, ne garantiremo la salute e lui ci ricambierà con una produzione ottimizzata. (Sulla qualità mi sembra superfluo insistere ancora, anche considerata la reputazione che precede le olive e l'olio italiano.)
Gli strumenti del mestiero sono semplicemente forbici, segacci e, nei casi di olivi molto alti si possono utilizzare scale e seghe telescopiche. Nota bene: una buona potatura degli olivi previene una loro crescita esagerata poiché l'albero non sarà disperato da estendersi in altezza e larghezza alla ricerca di preziosa luce solare.
Si parte dalla base dell'olivo, alla ricerca dei cosiddetti "succhioni". Questi vanno potati per primi, ma ATTENZIONE: non tutti i succhioni sono nocivi. Quelli più recenti, più piccoli e meno duri vanno conservati per mantenere vigorosa la dorsale delle branche principali dell'olivo. Si va poi a caccia dei rami interni che ingombrano inutilmente la chioma dell'olivo (in media una buona potatura elimina il 20-30% della chioma), partendo dai livelli più bassi seguendo come punti di riferimento gli andamenti delle branche principali.
Ora siamo alla parte più impegnativa, bisogna fare una valutazione, in base anche all'inclinazione con cui il Sole colpisce l'olivo nel corso della giornata, per stabilire se ci sono rami esterni che sono in realtà improduttivi e dannosi per i problemi di cui abbiamo parlato all'inizio della guida. Dopo aver dato l'ultima sfoltita all'olivo ci rendiamo conto che tutto il terreno attorno a noi è ricoperto di rami potati e che potare un albero tecnicamente equivale ad infliggergli una ferita. Questi pensieri ci portano a due interrogativi a cui però siamo ben preparati.
Se abbiamo potato solo un piccolo olivo o un boschetto, i residui non dovrebbero essere abbastanza da spaventarci e magari potrebbero dare animo a un camino o venire tritati a mano e differenziati (se non trasformati in compostaggio). Se, invece, ci troviamo davanti ad un cimitero di rami e foglie cadute, possiamo fare affidamento a ditte di smaltimento specializzate, oppure noleggiare un miniescavatore con trinciarami per ripulire l'area che ci interessa. Quest'ultima operazione andrebbe poi eseguita anche quando si va a piantare o trapiantare un olivo ed è molto importante perché i rami tagliati attirano i parassiti e rubano i nutrimenti del terreno, che dovrebbero concentrarsi sugli ulivi.
Innanzitutto, poiché prevenire è sempre meglio di curare, è opportuno cercare di effettuare meno tagli possibili all'olivo per esporlo il meno possibile a piogge e parassiti. Un accorgimento per fare ciò consiste nell'arma della pazienza: fermarsi e controllare bene la struttura dell'olivo e le diramazioni dei rami ci permetterà di fare solo il numero minimo necessario di tagli. Un altro consiglio che spero ti sia utile è quello di non tagliare "a filo", ma lasciare un dito di spazio dalla base su cui si esegue il taglio.
Se vuoi avere la certezza matematica della salute del tuo olivo, la soluzione al momento più performante e utilizzata è la sterilizzazione con prodotti rameici.