Giffi Blog
19/10/2022
Abbiamo raccolto dal web i peggiori incidenti con muletto come monito per i carrellisti meno esperti o aspiranti tali.
Iniziamo con una chicca sull'origine del nome "muletto" e vediamo subito gli errori che si possono combinare alla guida dei muletti e come evitarli.
Come con la parola "bobcat" intendiamo le minipale, lo stesso facciamo con "muletti" per i carrelli elevatori. Anche in questo caso è una grande azienda a dare il nome da tutti conosciuti alla macchina. Nel 1949 infatti Hans Still, fondatore dell'omonima ditta Still, chiamò il suo sollevatore Muli (mulo) perché, cito testuale, "solido, paziente e che non fa rumore". Mai paragone fu più azzeccato.
Il "Muli" è stato poi riadattato in italiano come "muletto" dagli operatori del Porto di Genova, il primo porto tricolore ad accogliere, nel 51, queste instancabili macchine. Ad oggi in Italia si contano migliaia di mulettisti o aspiranti tali ai quali vogliamo dedicare questo articolo. Non per portar loro sfiga sia chiaro, ma per sensibilizzare all'uso responsabile di macchine semplici solo all'apparenza che, come il famoso animale da soma, sono poco inclini a "padroni" che non li trattano bene. (Se vuoi imparare a maneggiarli con cura e ti interessa prendere il patentino visita patentini muletto)
Vediamo quindi i cattivi esempi e gli errori più frequenti e pericolosi. Buona lettura!
Partiamo con il botto di un carrellista un po' frettoloso e con un non-proprio-perfetto senso dello spazio. Il muletto urta la scaffalatura, che in seguito ad un effetto domino davvero pauroso spazza via l'intero magazzino. Ovviamente la colpa in questo caso non è solo dell'operatore: andrebbe infatti arrestato chi non ha fatto la manutenzione della struttura, già in chiara sofferenza per sfracellarsi al suolo dopo una botta tutto sommato leggera. Ad ogni modo, questo episodio ci dimostra in pieno quanto sia pericoloso forzare manovre in spazi stretti al fine di risparmiare un po' di tempo, senza sapere che si potrebbe rischiare la vita.
Un buon carrellista dovrebbe sempre guardarsi attorno prima di mettere in moto il muletto e dovrebbe segnalare la propria presenza, magari con un colpo di clacson nei casi di poca visibilità e nelle vicinanze di angoli, incroci e porte. Quando questo non accade, soprattutto in retromarcia, l'incidente è assicurato e 2 volte su 3 a rimanere ferito non è nemmeno il mulettista, ma personale a piedi o persone di passaggio nei casi di aree di lavoro in luoghi pubblici.
Questa è la prima cosa che viene insegnata nei corsi per il patentino da mulettista: le forche vanno tenute basse, di un filo sopra il terreno, quando il muletto si muove per l'area di lavoro. Per nessuna ragione al mondo questa regola può essere infranta perché le forche alzate alterano il baricentro del carrello, rendendolo meno stabile, soprattutto quando porta un carico. Senza poi parlare del pericolo mortale che le forche alzate rappresentano per le altre persone in strada o in magazzino.
Il carrello è pensato per tenerti al sicuro in caso di ribaltamento, a condizione di indossare sempre la cintura di sicurezza. Molti potrebbero pensare "grazie al cavolo", ma in realtà sembra esserci una sorta di falso mito in giro che recita come non avere la cintura rende più facile scappare in caso di emergenza. Non date adito a certe credenze: non indossare i dispositivi di sicurezza aumenterà solo le chance di finire schiacciati o intrappolati. Niente è più sicuro della cabina.
P.S. Non cercare mai di salvare il carico quando lo vedi sul punto di cadere, anche se si tratta di qualche cassa di frutta. Lasciare di fretta il muletto e gettarsi sul carico è un'azione sempre pericolosa dalle conseguenze purtroppo tragicomiche, se non mortali.
Un conto è ciò che dice il libretto d'uso, un conto è la realtà pratica. La capacità di carico effettiva è il peso limite che il muletto può realmente spostare senza rischiare di ribaltarsi e prende in considerazione tutti gli elementi: il baricentro, l'altezza di sollevamento, il tipo di forche, gli accessori extra del muletto e altri ancora. Bisogna quindi assicurarsi che sul proprio muletto sia stato disposto o stampato il diagramma della portata.
Un muletto può essere pericoloso come un'auto, se non di più. E chi è andato da una scuola-guida così così si fa riconoscere ogni giorno per strada. Per la tua formazione da carrellista scegli chi conosce i muletti da oltre 20 anni e organizza i corsi più completi da Milano a Bari. Scegli Giffi Formazione. Chiamaci al 342 8650 771 per fare un passo in più verso il tuo patentino (ed evitare di finire in questa puntata di Giffi Crash :P)
Grazie per essere arrivato fin qui. Ti auguro una buona giornata!