Giffi Blog
20/12/2021
La primissima cosa da dire per fare subito chiarezza è che la normativa per le insegne pubblicitarie è dettata dai Comuni, che solo parzialmente seguono il Decreto Legislativo n.507 del 1993 per la pubblicità. Ogni città applica quindi uno specifico regolamento. Ti consiglio pertanto di informarti presso il Comune dove desideri installare l’insegna, per evitare di incappare in salatissime multe, prima di procedere a qualsiasi affissione. Ad ogni modo, ci sono delle regole nazionali riguardo le esenzioni e le tariffe che vedremo oggi nel dettaglio:
L'insegna di esercizio, ad esempio, è ESENTE da tasse fino a 5 metri quadri. Cos'è un'insegna di esercizio? È quell'insegna installata presso il locale in cui viene esercitata l'attività. Ha quindi una funzione non propagandistica, ma di indicazione stradale e la giurisprudenza non la considera propriamente pubblicitaria. Può essere di 2 tipi: a bandiera o monofacciale.
L'esenzione fino a 5 mq è valida per entrambe e nel caso delle insegne a bandiera bisogna ricordarsi che si considera la SOMMA delle aree delle 2 facce. Ecco quando l'insegna di un negozio non si paga, tienilo a mente, ma occhio al "nota bene" qui sotto.
N.B. Secondo il Consiglio di Stato, un cartello stradale che, oltre alla freccia direzionale e al marchio, contiene ad esempio l’indirizzo web dell’azienda, è considerato pubblicità e non più una “semplice” insegna di esercizio. Fai molta attenzione nel calcolo delle dimensioni della tua insegna e al messaggio che contiene se vuoi rientrare nell'esenzione, mi raccomando! Continuando la lettura troverai altre info sul regolamento delle insegne per negozi e su quelle pubblicitarie.
È soggetta a pagamento (quasi) sempre. “Quasi” perché sotto i 300 cm2 (centimetri quadrati) è in realtà esente dal tributo pubblicitario. Le insegne non soggette ad imposta sono dunque di dimensioni molto ridotte quando ci si allontana dal proprio esercizio commerciale, ma possono venir usate come piccoli manifesti o mini locandine.
insegne esposte all'interno del locale dove si svolge l'attività;
annunci e marchi di associazioni o comitati SENZA scopo di lucro;
cartelli di vendesi/affittasi che non superano il mezzo metro quadrato di superficie (stesso discorso per i messaggi pubblicitari affissi sulle vetrine dell'esercizio commerciale).
Se NON hai infranto i criteri per rientrare nelle esenzioni, ma hai comunque pagato l'imposta c'è qualcosa che non quadra. Ma non ti lasciar abbattere, puoi sempre presentare una richiesta di rimborso all'Ufficio Pubblicità e Pubbliche Affissioni della tua città.
N.B. Dopo 5 anni dal pagamento il tuo diritto al rimborso potrebbe finire in prescrizione e i soldi spesi non ritrovare mai il legittimo proprietario. Il tempo vola, non te ne dimenticare!
Per le insegne a pagamento occorre dare uno sguardo alle corrispondenti tariffe al metro quadrato:
Come promesso ad inizio articolo, ogni Comune varia le tariffe e i regolamenti per le affissioni pubblicitarie a proprio piacere ed è quindi sempre bene recarsi personalmente negli uffici del municipio.
Tuttavia esistono regole comuni, previste dal Decreto Legislativo n.507 del 1993, riguardo le tariffe:
La logica dietro questa legge consiste nell'assunzione che maggiori siano le dimensioni maggiore sia l'efficacia della pubblicità e quindi l'imposta da pagare, ma anche la qualità e l'idea sono importantissime. Ne parlavamo proprio l'altro giorno in 5 Idee per Cartelloni Stradali Efficaci.
Ci sono diversi metodi di pagamento tra i quali è possibile scegliere:
il tradizionale modulo di c/c postale;
bonifico bancario;
modello F24 (con codice 3964 per imposte di base, codice 3965 per gli interessi o codice 3966 per le sanzioni).
sportelli postali di Poste Italiane e sportelli di poste private autorizzate;
sportelli bancari;
home banking direttamente dal computer di casa o dal cellulare.
Per il primo versamento sarà necessario allegare la ricevuta di versamento alla pratica di autorizzazione all’installazione dell'insegna. Per quelli successivi non ci sarà più bisogno di trasmettere la ricevuta al Comune poiché i riferimenti dei pagamenti saranno trasmessi agli enti dagli uffici postali o bancari attraverso appositi file.
ATTENZIONE: La ricevuta potrebbe eventualmente venir comunque richiesta dall'ente locale.