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L'origine dei buoni propositi per l'anno nuovo Giffi News

L'origine dei buoni propositi per l'anno nuovo

30/12/2022

Ogni anno stiliamo liste e liste di buoni propositi. Tutti ci speriamo, ma quanti ne portiamo a termine sul serio? Che poi, sono sempre gli stessi ogni anno: smettere di fumare, cominciare la dieta, magari stare meno tempo con il telefono in mano ecc ecc…

 

Chi è il responsabile di questo annuale tormento?

Beh, è nientemeno che il famigerato Giulio Cesare. Ma andiamo con ordine: La tradizione di festeggiare il capodanno risale alle feste che gli antichi Romani organizzavano per celebrare il mitico Giano, il dio degli inizi materiali e immateriali e obbligata copertina di questo articolo.

Dio Giano

 

Nella mitologia antica, Giano è raffigurato con 2 facce: una che guarda avanti e l'altra che guarda indietro. E, sempre secondo la leggenda, ciò gli consentiva di guardare il passato (indietro) e il futuro (davanti) allo stesso tempo. E fu proprio Giulio Cesare, il celebre generale, nel 46 a.C. a decretare il 1° gennaio (termine che viene proprio da Giano, “Ianus” in latino) come data di inizio dell'anno nuovo.


I romani immaginavano quindi il dio guardare insieme il vecchio e il nuovo anno e compivano agli dèi promesse che avrebbero onorato nel corso del nuovo anno. Con il passare dei secoli, il significato di questa usanza è cambiato, anche a causa delle influenze cristiane, e le “promesse di capodanno” non si fanno più agli dèi, ma a se stessi, e riguardano solitamente la sfera della crescita personale.


I buoni propositi non sono mai semplici da perseguire e il rischio di incappare in passi falsi non manca mai. Qualsiasi cosa ti sia prefissato per quest'anno, spero che riuscirai a raggiungerla. Buona fortuna e, come si diceva una volta... Aiutati che Giano ti aiuta!


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