Giffi Blog
14/07/2022
Sei alla ricerca di materiale edile per la tua attività e vuoi trovarlo online? Se sì, ho una buona notizia da darti! In questa pagina ho raccolto una serie di informazioni sui migliori negozi online che si occupano di vendita di materiale edile. Non ho mai scritto un articolo così lungo forse, ma era mia premura ed obbligo morale offrirti quanto più possibile in termini di categorie di materiale edile e quanti più negozi virtuali affidabili, che non consiglierei mai se non fossi certo della loro bontà.
Per evitare di farti perdere tempo, ti elenco subito le categorie di materiale edile online che sono riuscito a trattare finora: prodotti per la giunzione, legname da costruzione, leganti e malte, intonaci, laterizi, inerti, bitumi e asfalti, impermeabilizzanti e materiali per rivestimenti. In questa pagina trovi i migliori articoli sul mercato per qualsiasi tipologia di materiale e di lavoro. Dopo tutte queste premesse, è arrivato il momento di dare il via alle danze: cominciamo!
Nei cantieri, dall’alba dei tempi, c’è sempre stato bisogno di unire tra loro elementi diversi in un’unica struttura. Gli antichi romani, ad esempio, adoperavano colle naturali o vegetali per consolidare le giunzioni dei loro edifici e palazzi. Oggi l’edilizia, grazie soprattutto agli ultimi decenni di evoluzione tecnologica, ha a disposizione una ricca gamma di sigillanti e adesivi, con una qualità fondamentale che accomuna tutti i prodotti: la longevità! Non importa quanto forte o costante sia l’azione degli agenti esterni, una volta che l’unione è fatta, questa dura a lungo nella maggior parte dei casi (il contrario del matrimonio, sic), a patto che il costruttore abbia scelto i prodotti giusti (specifici). Li vedremo subito dopo aver dato un'occhiata alle 2 tipologie principali di prodotti per la giunzione: sigillanti e collanti.
Il compito di un sigillante è quello di impedire il passaggio di liquidi o gas nel punto di contatto tra elementi diversi. (Ad esempio, si utilizza del sigillante attorno il bordo della doccia, per evitare che l’acqua vada ad infiltrarsi tra la fine della doccia e l'inizio della muratura). In questo senso, il sigillante va a riempire lo spazio tra 2 superfici, unendole di fatto, ma lasciando la possibilità a sollecitazioni meccaniche o ambientali (come un repentino aumento di temperatura) di “spezzare” l’unione. Al contrario del sigillante, il collante deve garantire un’unione solida e salda tra i diversi elementi, rendendo assolutamente impossibile che avvenga una rottura, anche in casi di importanti sollecitazioni di varia natura. Quando il collante è di origine naturale, questo assume la definizione di “colla”, mentre può essere chiamato “adesivo” quando è il risultato di procedimenti chimici industriali.
Una scelta oculata è una scelta che parte dai propri bisogni. Un fattore da tenere a mente è sicuramente il tempo di presa, che può essere istantaneo come può richiedere molti minuti in base allo specifico prodotto. Ma, soprattutto, bisogna ricordarsi che ci sono tipologie di collanti e sigillanti che si adattano bene ad alcune situazioni, mentre sono disastrose in altre. L’esempio più emblematico è l’uso dei collanti a base cementizia, perfetti per la posa in opera per lavori di rivestimento tanto interno quanto in esterno, sia per pareti che per pavimenti. Ma che allo stesso tempo soffrono molto le sostanze acide e non possono venire applicati su strutture o superfici in legno, metallo, calcestruzzo e chi più ne ha... più ne metta.
Un portale veramente degno di nota è Ediliamo. Un nome, un programma! Su questo sito, e più specificamente su questa pagina silicone e sigillanti, sono reperibili i migliori prodotti per la giunzione. Dai fondi umidi alle canne fumarie, silicone per legno o per lattoneria, qui è possibile trovare il sigillante su misura per ogni evenienza e, qualora non si riesca a trovarlo in mezzo a questo marasma, basta chiamare il numero dell’assistenza. La musica non cambia quando passiamo ai collanti. Nella sezione collanti e fuganti è acquistabile ad un ottimo rapporto qualità-prezzo adesivo cementizio, colla per parquet e prodotti complementari come membrane impermeabilizzanti, promotori di adesione e pulitori di piastrelle. L’El Dorado dei costruttori.
Ormai i lettori di questo blog ne avranno fin sopra i capelli di questo benedetto legname. Ne abbiamo già parlato molto in passato, ma questa volta arriverò proprio a consigliare uno shop online specifico in cui acquistare il materiale edile per eccellenza: sua maestà il Legno. Parliamoci chiaramente, il legno non passa mai di moda. Dopo esser stato il cuore dell’edilizia per secoli e secoli, resiste come uno dei materiali più utilizzati in diversi settori costruttivi, grazie alle sue mille virtù: le sue incredibili caratteristiche tecniche, valorizzate ancora di più dai nuovi progressi tecnologici (basta vedere i blocchi legno cemento) e la sua raffinatezza che ci rapisce al primo sguardo.
Non dilunghiamoci troppo: hai 2 strade: puoi recuperare la “guida” al legname da costruzione, oppure visitare il sito della Rosso Legnami. Il commercio del legno viene portato ad un altro livello, grazie a un catalogo abbondante che spazia tra tutti i tipi e le forme di legno. Che tu sia un tipo da ingrosso (carpentiere, ad esempio) o da dettaglio, qui sicuramente hai la possibilità di acquistare un bel “pezzo di legno”... di Abete, il numero 1 nell’edilizia “pratica” in quanto molto grezzo, stabile e resistente. E, a proposito di legno… Esiste, inoltre, uno shop online che si chiama proprio A proposito di legno. Questo portale offre la possibilità di farsi realizzare pannelli e tavole di legno su misura. E, giusto per non farsi mancare niente, ha una sezione shop dedicata a una serie di prodotti per il trattamento e la manutenzione del legno.
Detto il più terra terra possibile: l'intonaco è fondamentalmente una malta con sostanze additive che ne modificano le qualità e le caratteristiche. Come per le malte, gli intonaci vengono classificati in base al legante che viene utilizzato nella miscela. Ora, a cosa servono gli intonaci? E perché, se sono fondamentalmente delle malte, sono venduti e identificati a parte? Gli intonaci hanno una duplice funzione: da una parte sono utili per coprire eventuali buchi nelle pareti, dall’altra le rifiniscono, livellando ed uniformando le superfici. Sono catalogati separatamente dalle malte in quanto gli additivi (amido, cellulosa, silice) che li compongono assumono un ruolo di primo piano nelle capacità dell’intonaco.
Sicuramente avrai sentito l’espressione “dare una mano di intonaco”. Questo perché nei lavori con l’intonaco sono ben 3 le mani che dobbiamo passare. La “prima mano”, ovvero il primo strato, viene generalmente chiamato "rinzaffo" e rappresenta la fase di ancoraggio, che grazie a una granulometria grossolana crea delle zone di aggancio per gli strati successivi. La seconda mano/fase, chiamata "arriccio", è invece quella del livellamento ed ha lo scopo di uniformare la superficie, eliminandone i difetti di planarità. Infine, la terza ed ultima mano consiste nella fase di finitura (o stabilitura) ed ha il compito di proteggere il muro da agenti esterni, dargli un aspetto piacevole e di prepararlo ad eventuali nuovi lavori (di pittura, ad esempio).
Riassumendo il tutto, potremmo dire che intonacare una parete o un soffitto consiste semplicemente nell’applicare diversi strati di malta con funzioni e caratteristiche diverse grazie ai leganti e agli additivi, per garantire loro protezione ed estetica. Più si va verso la finitura, più il tipo di intonaco avrà percentuali di calce maggiori onde evitare crepe e fessure. La mia scelta per gli intonaci ricade su Emmetistore. Qui puoi visitare la pagina apposita: intonaci.
Quando si dice “di tutto e di più” la prima cosa che mi salta in mente sono i laterizi, materiali la cui definizione è talmente generica che veramente è incredibile quanti ce ne siano! Un laterizio è, infatti, un materiale artificiale prodotto dalla cotta di argilla ed è identificabile solo dalle percentuali dei componenti che lo formano (ossido di silicio, ossido di alluminio, ossido di calcio, ossido di ferro).
Proprio in virtù del loro numero abbondante e della diversità che può manifestarsi tra un laterizio e l’altro, capire che è impossibile non avere bisogno di neanche uno solo di loro. I campi di applicazione dei laterizi sono infatti sterminati. Sono utili, solo per citare alcuni scenari, in tutte quelle operazioni di costruzione di mura perimetrali, tramezzi, divisori e coperture. In conclusione, i laterizi sono il prezzemolo dell’edilizia, stanno ovunque. Per districarci in questo mare di tutto e di più, dobbiamo semplificare la faccenda classificando con ordine i laterizi. Ci sono molti modi per farlo. Potremmo organizzarli secondo le caratteristiche fisiche, meccaniche o tecnologiche, oppure potremmo prendere come riferimento la pasta argillosa di partenza. Ma noi, per praticità (e comodità), la faremo in base al loro uso finale.
Laterizi per la realizzazione di solai - Essi vengono appoggiati su strutture portanti e fissate con il calcestruzzo; tra di essi figurano tavelline, tavelle e tavelloni, pignatte e volterrane.
Laterizi per la realizzazione di murature - Scelti in base alle loro specifiche caratteristiche meccaniche, possono essere scelti: Mattoni pieni e mattoni e blocchi semiforati per realizzare muri portanti Mattoni e blocchi forati usati per costruire tramezzi e tamponature. Si sfrutta la foratura per inserire materiale isolante termicamente e acusticamente.
Laterizi per coperture - Devono avere la caratteristica dell’impermeabilità; per questo si usano le tegole, poco spesse e ricurve, che si incastrano bene l’una con l’altra e favoriscono il deflusso dell’acqua. A seconda della forma, le tegole vengono chiamate pianelle, coppe, marsigliesi, portoghesi etc.
Laterizi per pavimentazioni - Il molto noto cotto, che originariamente si usava per rivestire pavimenti e strutture architettoniche nelle costruzioni povere e rurali, è oggi usato in tutte le sue declinazioni cromatiche e stilistiche per qualsiasi tipo di edificio.
Canne fumarie - Vengono scelti determinati laterizi in base alla loro capacità di resistenza termica e l'impermeabilità che hanno verso gas e condense.
Non li troviamo. La mia ricerca continuerà, ma al momento non sono riuscito a posare gli occhi su uno shop online in cui tutti questi laterizi siano presenti. Il consiglio quindi questa volta è: fate una ricerca più dettagliata possibile, ma se vuoi far un giro per curiosità e sei fortunato qui puoi trovare qualcosa: com-edil.
“Estraneo, per necessità o per pigrizia, a qualsiasi partecipazione attiva o impegnata.” Questa è la definizione da vocabolario di “inerte”. E, tralasciando la pigrizia, questa parola assume lo stesso identico significato anche in edilizia. Per materiale inerte intendiamo infatti i materiali che non subiscono cambiamenti del loro stato fisico. Materiali che, spesso e volentieri, sono i prodotti di scarto delle operazioni di scavo, come ghiaia, pietrisco, sabbia ed altri materiali granulari derivati dalla triturazione di rocce. Vengono utilizzati per la realizzazione di conglomerati, il risultato della miscela tra leganti ed inerti. Esempio di conglomerati: il conglomerato cementizio e il conglomerato bituminoso.
Gli inerti costituiscono l’ossatura del conglomerato (basti pensare che nel calcestruzzo ordinario rappresentano qualcosa come l’80% del peso) e sono tenuti insieme dal legante, solitamente la pasta cementizia. In virtù di questo, gli inerti sono anche più propriamente chiamati “aggregati”). Per ottenere un conglomerato di bell'aspetto e resistente è fondamentale, oltre che la qualità degli inerti (determinata tra l'altro dalla loro durezza e dalla loro purezza), anche la giusta composizione granulometrica (curva granulometrica degli inerti).
Per come abbiamo parlato degli inerti finora, c’è il rischio che qualcuno possa pensare che qualsiasi “pietra” vada bene per ogni lavoro. In realtà, è l’esatto contrario: un buon inerte deve rispettare davvero un’infinità di parametri per durare a lungo. Vediamo le caratteristiche imprescindibili:
1) Un inerte comune viene richiesta un'adeguata resistenza, infatti gli inerti naturali hanno in genere una resistenza superiore a quella della pasta cementizia pertanto è necessario che siano assenti elementi friabili.
2) Non devono essere gelivi, tradotto per tutti: non devono frangersi quando, pieni di acqua, arrivano a temperature che permettono la formazione di ghiaccio. La gelività degli inerti è legata a doppio filo alla loro porosità. Gli inerti che hanno i pori di dimensioni tra i 3-5 µm non sono affatto consigliati, in quanto consentirebbero all'acqua di penetrare al loro interno e di gelare senza consentirne una rapida fuoriuscita.
3) Gli inerti non devono contenere cloruri che comportano il rischio di corrosione delle armature. La presenza di sabbie inquinate da cloruri è stata riscontrata in diversi edifici in calcestruzzo armato danneggiati dal sisma in Abruzzo del 2009...
Se sei interessato all’acquisto di inerti e materiale edile online per realizzare conglomerati di qualsiasi natura, puoi dare un'occhiata al sito di Bellesia, un’azienda che ha a disposizione un enorme deposito di materie inerti, come anche sottovallo e materiali di risulta da demolizioni, in pronta consegna. Inoltre, Bellesia è certificata per la raccolta, il trasporto, il trattamento e lo stoccaggio di materiali inerti.
Il bitume è il figlio che non ti aspetti della raffinazione del petrolio grezzo. Si ottiene, infatti, dal frazionamento del grezzo sfruttando le differenze fra le temperature di ebollizione dei suoi vari componenti. Esistono poi veri e propri laghi, più che pozzi, di bitume. I più famosi sono quello dell'isola di Trinidad e Tobago, che ha una superficie di 0,46 km2 e una profondità massima di oltre 40 m; e quello venezuelano di Bermudez, con una superficie di 4 kmq e una profondità massima di circa 1,5 m. Il bitume è il legante che forma i conglomerati bituminosi e le ragioni dietro il suo utilizzo sono a dir poco geniali. Il bitume ha tutta una serie di qualità che lo rendono perfetto per la realizzazione di superfici carrabili, come strade e piste di atterraggio. In primis, l’uso del bitume per le miscele di conglomerati assicura l’adesione tra gli aggregati, la coesione tra le particelle stesse di bitume e l'impermeabilizzazione. Inoltre, e qui si vedono le grandi differenze rispetto agli altri leganti, è possibile sfruttare la termo-dipendenza del materiale, le cui qualità variano al variare della temperatura. Quando fa molto caldo ha un comportamento decisamente plastico, mentre quando fa molto freddo ha un comportamento elastico.
In questo modo abbiamo davanti agli occhi un materiale semiliquido (quindi facilmente lavorabile) alle temperature di miscelazione e compattazione, ma semi-solido (quindi compatto e resistente) alle temperature di esercizio. E tutto questo è incredibilmente comodo e pratico da un punto di vista industriale e lavorativo. Allo stesso tempo, il bitume è anche un materiale viscoso, le proprietà variano al variare della velocità con cui transitano i veicoli sulla pavimentazione in esame. Ogni strada carrabile, infatti, è sottoposta ad una continua usura a causa della pressione degli pneumatici e delle sollecitazioni degli agenti fisico-chimici. Il bitume garantisce sempre una buona aderenza del traffico gommato e una grande resistenza all’azione drenante dell’acqua, ma bisogna sceglierne una classe specifica in base alle condizioni che la strada dovrà affrontare nella sua vita. Se hai bisogno di conglomerati bituminosi o asfalti (l'asfalto è un particolare tipo di conglomerato) torno a suggerirti Edilportale, dove sono acquistabili online conglomerati bituminosi per asfalti veramente per ogni necessità. Tra i monocomponenti pronti all’uso c’è MAPE-ASPHALT REPAIR 0/8 di MAPEI per la riparazione rapida di pavimentazioni stradali e industriali in asfalto senza interruzione del traffico. Per la realizzazione di marciapiedi e vialetti c’è CONBIT ASPHALT di Icobit, un conglomerato bituminoso a freddo in sacchi per la riparazione di buche.
Le magie del bitume non finiscono di certo al paragrafo qui sopra. Sapevi che il bitume è il più antico materiale mai usato per impermeabilizzare strutture? Addirittura la Bibbia (Esodo 2:3) parla della “pece” (altro nome del bitume) per impermeabilizzare una nave: “fatti un'arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori”. Noi abbiamo trovato un modo per valorizzare questa qualità del bitume: utilizzarlo sotto forma di membrana! Mi spiego meglio: immagina un rotolo sottile come un tappeto che va srotolato sopra il tuo terrazzo o il tuo tetto! Queste membrane bituminose hanno un'ottima resistenza meccanica, sono provviste di armatura (in velo vetro o rete in vetro tessuto) ed hanno bisogno della protezione superficiale della pavimentazione o dalla ghiaia. La posa in opera è abbastanza semplice, trattandosi di fogli prefabbricati, e non sono necessari accessori e fissaggi costosi, che fra l’altro nel caso di foratura del manto impermeabile produrrebbero parti a rischio d’entrata d’acqua. La possibilità di incollaggio in totale aderenza, attraverso l’uso di fiamme libere (o in alcuni casi attraverso uno strato adesivo), limita il passaggio dell’acqua in caso di perdite e ne facilita la rintracciabilità.
Tale tipo di impermeabilizzazione è particolarmente raccomandata per coperture calpestabili e non, per nuove costruzioni o ristrutturazioni o per tetti verdi, ma anche per le fondazioni. Nel caso di posa con ‘sfiammatura’ considerare se il tipo di strato al di sotto della guaina (isolante ecc) sia in grado di resistere alle alte temperature. Un esempio di membrana prefabbricata bituminosa è MEGAVER di BITUVER ISOVER SAINT-GOBAIN realizzata con speciale compound a base di bitume modificato con polimeri elastomerici di nuova generazione (BPE), con flessibilità a freddo di -25°C e armatura costituita da tessuto-non tessuto di poliestere rinforzato con fibre di vetro. Se, invece, non vuoi andare sul bitume, un altro materiale eccellente che ti consiglio per i lavori di impermeabilizzazione sono i teli protettivi per sottotetti, sempre di Edilportale, che personalmente ritengo il portale complessivamente più valido per il materiale edile online.
Questi teli a molteplici strati con combinazioni di tessuto non tessuto PP formano una sorta di barriera protettiva che impedisce il passaggio dell’acqua, ma che consente la libera circolazione dell’aria in modo da conservare asciutta la struttura. Il fissaggio può avvenire con chiodi a testa piana larga o graffette per sparapunti. Può essere posato su un supporto in legno o direttamente sull'isolamento termico stabile anche in tetti a bassa pendenza. Un grande svantaggio di questo materiale e di questa tecnica è che, quantomeno generalmente, il telo non risulta calpestabile. Un esempio di telo traspirante è DELTA - FOL PVG di DÖRKEN ITALIA, caratterizzato da un’elevata resistenza allo strappo grazie all'elevata grammatura e con banda autoadesiva integrata per l'incollaggio delle sovrapposizioni che consente una posa rapida e resistente al vento.Per i pavimenti e i mobili, viro su Tectake.
Quando iniziamo la ristrutturazione della nostra casa o del nostro bagno ci troviamo di fronte a molte scelte, una delle quali riguarda la pavimentazione giusta. In questo caso uno degli interrogativi più frequenti è: ceramica o gres porcellanato? Se fino a qualche anno fa il predominio della ceramica sembrava non avere rivale, oggi il gres inizia davvero a giocarsela e ad insidiare il primo posto come materiale edile online sui motori di ricerca e nelle case degli italiani. Questo perché, oltre alle pavimentazioni conosciute sin dall'antichità, si è aggiunta la soluzione del gres porcellanato che si è dimostrata un’ottima soluzione, ad esempio, per chi vuole in bagno un pavimento effetto legno (il celeberrimo gres porcellanato finto parquet) senza incorrere in tutte le problematiche di un vero pavimento in legno in un ambiente umido come il bagno. Se la ceramica e il gres ti sembrano simili, quasi indistinguibili, ti capisco.
Dobbiamo, però, risolvere al più presto e capire le qualità e le caratteristiche che li differenziano. Conoscerle ci servirà poi nel momento dell'acquisto. La prima differenza sta proprio nel processo di formazione: mentre la ceramica viene cotta il gres viene fuori dalla pressatura, ma questo forse è un dato troppo teorico. La seconda differenza è che il gres porcellanato è senza dubbio più resistente agli urti e a prova di "incidente", con un risultato migliore in termini di durata e usura. La ceramica è, invece, più delicata e predisposta a rompersi. Inoltre, il gres si adatta bene alla realizzazione di superfici continue senza fughe, una caratteristica molto comoda che purtroppo la ceramica non possiede. Un altro materiale fenomenale per lavori del genere è sicuramente il marmo pregiato, soprattutto se impreziosito da un'attività di lucidatura.
Il gres porcellanato è un'ottima soluzione per contenere i prezzi durante una ristrutturazione, in particolar modo se si fa un confronto con i materiali storicamente più esosi come il legname. Il gres, e qui concludo, è l'ideale anche per la pavimentazione di bagno e cucina in una casa con parquet. Il gres finto legno a cui ho accennato prima in questo caso il gres finto legno può essere la soluzione più pratica per bagno; pensiamo all'umidità che si forma nella zona del box doccia, senza però rinunciare all’estetica. Per saperne di più sui rivestimenti in legno e parquet in bagno, ti consiglio Bertolanistore.
Per chiudere in bellezza: se oltre al materiale edile, hai bisogno dei mezzi edili industriali per sostenere le tue attività, puoi optare tra il noleggio mezzi da lavoro o la vendita di mezzi usati.