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Opere incompiute: i 10 peggiori sprechi in Italia Giffi Blog

Opere incompiute: i 10 peggiori sprechi in Italia

21/07/2022

Terra di santi, poeti e navigatori, l'Italia è forse il paese più bello del mondo: l’arte, il cibo, i paesaggi, la gente… Tutto contribuisce all’appellativo di Belpaese. Ma nonostante questo, non sono pochi i problemi che la nostra nazione deve affrontare ogni giorno. Uno in particolare è alla luce del Sole, rallenta lo sviluppo economico e, a volte (troppe), termina in vere e proprie "brutture" che deturpano i nostri paesaggi: le opere pubbliche rimaste incompiute.

Un fenomeno ai danni dei cittadini e delle loro tasche, da anni ed anni. Questa volta, dopo molti episodi di TOP 10, ci lanciamo allora per la prima volta in una sorta di FLOP 10, alla scoperta delle dieci peggiori opere incompiute in Italia.

Campidoglio 2

opere incompiute in Italia - Campidoglio 2

La Capitale d’Italia è anche la Capitale dello spreco. Ironicamente, una delle tante opere pubbliche incompiute di Roma è proprio il nuovo Campidoglio, simbolo del potere politico, ribattezzato appunto Campidoglio Due. Questa struttura, prevista nel quartiere Ostiense, dovrebbe ospitare, un giorno, la sede di lavoro dei quasi quattromila dipendenti del Comune, oggi sparsi in giro per la città, lasciando solo gli uffici del sindaco ed altre strutture tecniche sull’attuale colle capitolino.

Il progetto dell’unica cittadella amministrativa farebbe risparmiare ogni anno un qualcosa come 18 milioni di affitti passivi, ma sono già passati 5 consigli comunali e il tutto è ancora rimasto solo su carta. Addirittura, i fondi per lanciare i cantieri erano già stati raccolti, ma sono stati poi destinati ad altro. A 20 anni dai primi studi di fattibilità, il Campidoglio 2.0 ha lasciato in eredità 200 atti, delibere e tanta altra burocrazia e plichi di fogli inscatolati, ma neanche un cantiere.

Diga di Gimigliano

opere incompiute in Italia - diga di Gimigliano

Gli abitanti di Gimigliano, provincia di Catanzaro, da 40 anni raccontano un aneddoto che sarebbe divertente… se fosse pura invenzione. Si dice che ad inizio anni ‘80 due turisti tedeschi, armati di mappa, arrivarono in zona per fare canottaggio sul lago Azzurro. Dopo ore passate a girare inutilmente, dovettero arrendersi: il lago non c’era. Non solo: invece dell’acqua vedevano verdi montagne e ridenti paesini. Indigestione? Allucinazioni? Uno scherzo? Niente di tutto questo: il lago, semplicemente, non era mai stato costruito. Si trattava infatti di un bacino artificiale, progettato nel 1978, che oggi è, appunto, un “lago fantasma”.

La diga di Gimigliano doveva essere la più grande d’Europa e risolvere i problemi di approvvigionamento idrico di mezzo milione di persone: l’ottimismo era tanto che il lago Azzurro venne disegnato sulle cartine prima ancora di esistere. Purtroppo, a causa di modifiche al progetto, corruzione, fondi insufficienti e incarti burocratici i lavori non sono mai finiti. Simbolo dell’intera vicenda è un’anziana donna che era stata espropriata della sua casa in previsione dell’allagamento. Ma il lago non c’è, e lei non è tornata a casa sua.

Città dello Sport

opere incompiute in Italia - Città dello Sport

Nel 2005 l’Italia venne scelta come nazione ospitante dei Mondiali di nuoto 2009; il comune di Roma avviò dunque la costruzione di un complesso sportivo polifunzionale del campus universitario di Roma Tor Vergata. Il progetto della cosiddetta “Città dello Sport”, opera dell’“archistar” Santiago Calatrava, prevedeva un palazzetto per basket e pallavolo, uno per il nuoto, due laghi artificiali, pista di atletica e piscine all’aperto, oltre alla torre del rettorato e a strutture residenziali per atleti e studenti. Si stimò un costo di 60 milioni di euro. Nel 2008 ne erano stati spesi il quadruplo, ma i lavori ebbero dei problemi e i mondiali si svolsero al Foro Italico.

Da allora, il cantiere è fermo: sono pronte solo due piscine, le strutture portanti dei palazzetti e, ovviamente, la “vela di Calatrava”, una struttura in acciaio che doveva essere la copertura di uno dei palazzetti, chiamata così per la sua forma. L’occasione di riaprire il cantiere potrebbe essere l’Expo 2030, se dovesse tenersi in Italia. L’Università ha anche proposto di trasformare la struttura in un polo culturale con tanto di orto botanico. Ad oggi, il futuro della struttura è ancora tutto da vedere…

Ferrovia Ferrandina-Matera

opere incompiute in Italia - ferrovia Ferrandina-Matera

Sembra impossibile, ma Matera, la "città dei sassi", la Capitale della Cultura 2019, non è collegata alla rete ferroviaria nazionale. Attualmente chi deve viaggiare in treno da o per Matera deve appoggiarsi alla stazione di Ferrandina. I 20 km che separano il paesino da Matera vanno fatti con i mezzi pubblici o con la propria macchina, con tutti i disagi legati a orari, bagagli, parcheggi e inquinamento. La linea ferroviaria Ferrandina-Matera è in cantiere dagli anni ‘80. Con una spesa pari a circa 500 miliardi di vecchie lire è stata costruita la stazione la Martella a Matera ed è stato delineato il tracciato ferroviario. C’è ancora tanto da fare, dal completamento delle gallerie lungo il percorso all’armamento dei binari.

Da una ventina d’anni l’opera è in balia degli agenti atmosferici e dei vandali, ma proprio di recente sembra esserci stata una svolta: entro quest’anno dovrebbe essere completato il progetto definitivo dell’opera, ad un costo di 365 milioni di euro, e i lavori dovrebbero terminare nel 2026. Sicuramente una splendida notizia per i materani.

Autostrada Asti-Cuneo

opere incompiute in Italia - Asti-Cuneo

Un’autostrada lunga 30 anni” finisce in questa lista della vergogna per appena 9 chilometri. Incredibile, ma vero, il collegamento autostradale tra Asti e Cuneo sembrerebbe ad un passo dal chiudersi, eppure la storia tormentata di questa tratta sembra perseguitarla ancora. Tutto ebbe inizio nel 1990, quando l’Anas stipulò un accordo con il Gruppo Gavio per realizzare questa autostrada. Ma per qualcuno questo progetto aveva già in culla un grande “difetto”: avrebbe, infatti, ridotto gli incassi della Torino-Savona, dando così il via ad una serie di ricorsi e contestazioni da parte dei gruppi che gestivano l’altra tratta.

Il tempo vola e ti rendi conto che sono già passati 30 anni di diatribe, in cui la famiglia Gavio prima rinuncia, poi accetta di nuovo di svolgere i lavori. Ad oggi, la fine dei lavori è prevista entro la primavera 2024 a causa di una nuovo stallo. Non è infatti stata ancora presentata la valutazione comparativa tra il progetto in galleria e quello in superficie per l’ultimo tratto. Comunque… “meglio tardi che mai”.

Palazzo Archita di Taranto

opere incompiute in Italia - Palazzo Archita Taranto

Taranto è una delle città più belle d’Italia, spesso agli onori della cronaca nazionale per le sue spiagge, quando va bene, o per il caos dell’ILVA, quando va male, ma quasi mai per la sua cultura ed architettura urbana. Il Borgo Umbertino della città, ad esempio, ospita un edificio maestoso e sconosciuto ai più, il Palazzo Archita, voluto dal re Ferdinando IV di Borbone alla fine del 700.

Nella Storia recente, il questo palazzo ha ospitato la Scuola Nautica, l’Osservatorio meteorologico e sismico, l’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia. È stato per più di un secolo sede del Liceo Ginnasio "Archita", il più antico di Taranto, famoso per essere stata la scuola di personalità illustri, tra le quali lo statista Aldo Moro.

Il palazzo, dal 2002, è in fase di restauro e di riorganizzazione interna degli spazi, ma non tutto è andato nel verso giusto: mancanza di fondi, poi una gara di appalto travagliata che ha visto l’esclusione della prima classificata… I grandi sogni di costruire una biblioteca e rifondare lo storico liceo Archita sono ancora molto lontani. 

Nuovo ospedale di Agnone

opere incompiute in Italia - nuovo ospedale di Agnone

Neanche la Sanità si salva dai ritardi e sperperi delle pubbliche amministrazioni, soprattutto al Sud Italia. Ma tra i molti casi, quello che più mi ha impressionato è il nuovo ospedale di Agnone, in Molise. Il vecchio ospedale, nel suo piccolo, era una perla, davvero. Apre i battenti nel 1954 come ospedale “povero”, con solo una 30ina di posti letto e i macchinari più di base a disposizione. Sembra un piccolo ospedale “provinciale”, ma nel giro di una 20ina di anni è tutta un’altra storia.

Si espande in alto, con un nuovo piano, e in largo, con una nuova struttura adiacente, mentre all’interno i vecchi locali vengono rivalutati ed ospitano sezioni nuove e all’avanguardia, come Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Anestesia, Otorinolaringoiatria, Ortopedia, Oculistica, Dialisi, Reumatologia e Fisioterapia. Il vecchio ospedale di Agnone era un vanto del Molise e un punto di riferimento per tutta la zona tra Campobasso e Isernia. Poi, come in una fiaba, l’incantesimo si è esaurito e sono ricominciati i guai.

Mattone dopo mattone, la mala politica e i tagli alla Sanità pubblica hanno smantellato il vecchio ospedale, privandolo dei suoi reparti migliori e dei suoi dipendenti, che tanti sacrifici avevano fatto per far raggiungere alla struttura quel livello di eccellenza. Quello che nei piani sarebbe dovuto essere il suo erede, il "Nuovo" ospedale di Agnone, lasciato alla mercé di se stesso, è diventato piano piano una discarica. I cantieri sono in stallo e per completarlo servirebbero 42 milioni di euro, soldi che, ricordandosi cosa è successo al vecchio ospedale, non si capisce da dove dovrebbero venire.

Quartiere Bagnoli

opere incompiute in Italia - Quartiere Bagnoli

Alla periferia occidentale di Napoli c’è un quartiere, chiamato Bagnoli, che non è esattamente quello che viene in mente quando si pensa alla città partenopea. Non è allegro come gli altri quartieri affacciati sulla costa e non è di certo un campione del turismo; È un’area che potremmo definire “sotto bonifica”. Facciamo un passo indietro: nel corso del 1900, sotto la regia del governo italiano, questa zona divenne un’area industriale notevole, arrivando poi ad ospitare un gigante stabilimento dell’Italsider (oggi meglio conosciuto come ILVA) e alcuni stabilimenti dell’Eternit, l’azienda edile conosciuta per l’uso dell’amianto.

A fine anni 90’ queste aziende abbandonarono Bagnoli e il Comune iniziò a progettare i lavori per bonificare l'area. I primi di questi non furono però mai ultimati a causa di problemi legati all’inquinamento e all’instabilità del suolo e, soprattutto, della “colmata a mare”, un’ampia superficie di cemento che si estende sul mare, costruita negli anni 60 per sostenere un ampliamento della futura ILVA. Il futuro del Bagnoli è un tema che tiene banco da 2 decenni, ma basta una veloce ricerca sul web per vedere che i lavori di bonifica sono ancora, come la colata, in alto mare.

Idrovia Venezia-Padova

Idrovia Venezia-Padova

La ZIP, zona industriale di Padova, rappresenta il motore economico del Veneto e dell’intero Nordest italiano con 1500 imprese in 1050 ettari, serviti da un raccordo ferroviario e 2 caselli autostradali. Collegare una zona tanto ricca e produttiva come questa alla Laguna Veneziana è un desiderio, e un bisogno, dei veneti da almeno 50 anni. Un desiderio che ad oggi è bloccato al 10% e che è già costato circa 30 milioni. Cosa è successo? Dopo la realizzazione del primo tratto dell’idrovia e dei primi cavalcavia, che oggi sono sospesi sul nulla, i lavori furono interrotti e posticipati a data da destinarsi a causa di mancanze di fondi.

Più recentemente, uno studio di professionisti ha realizzato un’indagine dalla quale è emerso che a fronte di 500 milioni di euro che oggi servirebbero per completare l’idrovia, non ci sarebbe un vero miglioramento della viabilità su strada in quanto le chiatte per il trasporto delle merci impiegherebbero comunque 5 ore per 27 chilometri. Una buona notizia, però, è il fatto che in questo periodo si sta vagliando la possibilità di completare l’opera non come via di trasporto, ma come opera idraulica a tutela del territorio… che non sarebbe male, soprattutto alla luce dei sempre più frequenti fenomeni di siccità.

TAV Torino Lione

opere incompiute in Italia - TAV

La TAV, l’opera pubblica forse più controversa della Storia italiana. Dalle proteste dei cittadini della Val di Susa fino ai sindaci e deputati francesi che passano il confine e ne chiedono la sospensione dei lavori insieme ai colleghi italiani. L’opposizione alla TAV è stata tanto feroce che la luce alla fine del tunnel si vedrà tra 10 anni almeno. Per far comprendere la maestosità dell’opera, basta citare qualche numero: 10 cantieri tra Italia e Francia che impegnano oltre 1000 persone disseminati lungo 270 km per una spesa di quasi 10 miliardi.

L’unione ferroviaria tra Torino e Lione è la patata bollente degli ultimi anni, ma pochi sanno che il progetto originale risale già al 1990 e che solo 4 anni dopo l’Unione Europea lo inserì tra i 14 progetti prioritari nel settore dei trasporti, finanziando una parte. I lavori sono molto complessi e la pressione dei comitati NO TAV non si è mai sopita del tutto… Ma, comunque vada a finire, la TAV è sicuramente la più grande opera incompiuta in Italia, oggi.

 

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