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Pubbliche Affissioni, cosa dice la normativa? Notizie

Pubbliche Affissioni, cosa dice la normativa?

23/12/2021

Vuoi affiggere manifesti? Non hai avuto una cattiva idea.


Se hai qualcosa da dire e vuoi farlo sapere a tutti non basta scriverlo su Facebook. Se hai un'azienda e vuoi attirare più clienti nel tuo negozio o nella tua attività non basta la pubblicità su Google.


Avete presente quando arrivano le elezioni e le strade si riempiono di manifesti e locandine distribuite a tappeto in ogni angolo della provincia?

Le affissioni pubbliche colorano le vie delle nostre città e sono tuttora strumenti potenti per veicolare prodotti, idee e novità dell'ultima ora. 


Le campagne di affissioni possono venire integrate con altre campagne pubblicitarie: radiofoniche, televisive, social, etc…


Possono funzionare bene o funzionare male. Non c'è una formula magica, ma esistono piccoli accorgimenti da tenere a mente per non restare anonimi al cliente. 



Normativa pubbliche affissioni



La regola generale è che le affissioni pubbliche (pubblicitarie o solo informative) nei centri abitati, lungo le strade o nelle vicinanze di esse, hanno bisogno dell'autorizzazione del Comune. 


Non è quindi possibile affiggere senza permesso e in spazi che non sono stati regolarmente assegnati.


L'Ente Pubblico, in accordo con l'art. 23 del Nuovo Codice della Strada e con il Regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni, autorizza l’esposizione


Oggi vedremo nel dettaglio quelle norme che regolano il mondo delle affissioni pubbliche.


Per le “maxi affissioni” come cartelloni stradali e insegne pubblicitarie ti rimando ad un articolo specifico, mentre ti consiglio di continuare a leggere qui se ti interessano i manifesti, le locandine e i piccoli cartelli nel dettaglio.


Cominciamo con una buona notizia. Ci sono molto esenzioni nelle quali è possibile rientrare.



Le esenzioni per gli enti pubblici sono totali e riguardano:


- i manifesti di attività istituzionali del Comune, svolte da esso in via esclusiva;


- le locandine delle autorità militari relative alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi;


- i cartelli dello Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi;


- gli avvisi delle autorità di polizia in materia di sicurezza;


- i manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni politiche per il parlamento europeo, regionali, amministrative;


- le stampe concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati.



Le esenzioni al 100% per i privati si applicano invece in 2 casi:


- quando il manifesto ha superficie inferiore ai 300 centimetri quadrati. Starai pensando che non è molto e in effetti hai ragione, ma la normativa consente questo e se non si vogliono pagare i tributi bisogna accontentarsi;


- quando le locandine affisse alle vetrine dell'esercizio commerciale non arrivano al mezzo metro quadrato di superficie.


Più numerose sono, invece, le esenzioni al 50%, che è possibile ottenere:


- per le locandine di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro;


- per i manifesti relativi ad attività politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali;


- per i cartelli relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficenza;


- necrologi.


N.B. Le riduzioni d'imposta non sono cumulabili.



Quanto si paga?


Ogni comune ha uno specifico regolamento, ma c’è una base in comune che vedremo.


Per calcolare il tributo da pagare, bisogna considerare la tariffa base, che prende come riferimento il foglio 70 x 100 cm e i giorni di esposizione. 


L'imposta è dunque calcolata in base al numero di fogli commissionati e ai giorni di esposizione richiesti. E’ stabilita una tariffa base a foglio per 10 giorni di esposizione, che aumenta ogni cinque 5 di esposizione aggiuntivi. 



L'imposta sulle affissioni pubbliche è maggiorata:


- del 50% per i manifesti costituiti da 8 a 12 fogli;


- del 100% per quelli formati da più di 12 fogli;


- del 100% nei Comuni con popolazione superiore a 30'000 abitanti, nel caso in cui il committente esplicitamente chieda che l'affissione venga eseguita in precise aree a sua scelta. (affissione prefissata).



L'imposta è maggiorata del 10% con un minimo di 25,82 € (diritto d’urgenza) per ciascuna commissione, nelle seguenti soluzioni:


- affissioni richieste per il giorno in cui è stato consegnato il materiale, cioè entro i due giorni successivi (per le affissioni di contenuto commerciale); 


- affissioni richieste per le ore notturne dalle 20:00 alle 07:00 o nei giorni festivi;


- un'ulteriore maggiorazione può essere prevista dal Comune in determinati periodi dell'anno, considerati di maggior flusso turistico.


Le maggiorazioni d'imposta, a qualsiasi titolo previste, sono cumulabili e devono essere applicate alla tariffa base. 

 

Quando e come si effettua il versamento? 


Il versamento avviene rigorosamente prima dell'affissione, che sopraggiunge solo dopo la presentazione, da parte del committente, del versamento dovuto e della consegna dei manifesti.


L'affissione procederà poi in base alla disponibilità degli spazi.


Rimborsi delle imposte


Qualora questi spazi disponibili vengano a mancare o i lavori di affissione non siano ancora stati terminati dopo 10 giorni per qualsiasi motivo, puoi annullare la commissione. 


Non sei tenuto ad alcun onere e il Comune ha l'obbligo di rimborsare le somme versate.


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