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18/09/2025
Il cantiere è un luogo in cui si crea e demolisce in continuazione, un posto in perpetuo movimento. Macchinari pesanti, lavori in quota, sostanze nocive e rumori assordanti sono aspetti con cui un lavoratore si confronta quotidianamente. Questo rende il cantiere un luogo pieno di rischi che vanno calcolati al millimetro per garantire la sicurezza degli operai. È proprio in questo contesto che si posizionano i DPI, non semplici oggetti, ma assicurazioni sulla vita di chi opera in questi ambienti.
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I Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) non sono optional, ma strumenti indispensabili per la sicurezza in un ambiente pieno di rischi come il cantiere. Sono progettati per proteggere il singolo lavoratore dai rischi che non possono essere eliminati o ridotti con altre misure. Sono, ovviamente, obbligatori per legge, e, sebbene le statistiche rivelino che gran parte dei lavoratori li indossi, allo stesso tempo mettono in luce il fatto che parte dei cantieri, addirittura, non ne è fornita.
Il loro utilizzo è regolamentato dal D. Lgs. 81/08, che stabilisce che i dispositivi di sicurezza debbano essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Il marchio CE (Conformità Europea) deve essere ben visibile sui DPI, questo non è un marchio di qualità, ma una dichiarazione che il prodotto segue le norme e i requisiti di salute e sicurezza previsti dalla legislazione Europea, ogni DPI che non presenti la marcatura è illegale, oltre che pericoloso.
La normativa italiana, in linea con le direttive europee, classifica i DPI in tre categorie, a seconda della gravità dei rischi da cui proteggono:
Per quanto i DPI risultino fondamentali per salvaguardare la vita del singolo individuo, i DPC hanno sempre la priorità. Tra i DPC (dispositivi di protezione collettiva) spiccano attrezzature come reti di sicurezza e anticaduta, installate per prevenire caduta di materiali e persone, oppure barriere, parapetti, impianti di ventilazione o segnaletica di sicurezza. Insomma, i DPC rivendicano la priorità sui DPI per la loro efficacia e perché la sicurezza collettiva viene prima di quella individuale.

I DPI sono di diversa natura, in funzione della parte del corpo da proteggere, e, come già assodato, si dividono in categorie in base all'entità del rischio da cui proteggono. Ecco alcuni esempi di DPI fondamentali in un cantiere:

La responsabilità della sicurezza è spartita tra datore di lavoro e lavoratori stessi.
Gran parte della responsabilità ricade sul datore, che ha una serie di obblighi non delegabili, tra cui:
Il lavoratore pur non essendo responsabile ultimo della sicurezza in cantiere, ha un ruolo attivo e una serie di doveri precisi. La sua collaborazione è indispensabile per il buon funzionamento del sistema di sicurezza. Quello che il lavoratore è chiamato a fare è:
Il preposto infine è una figura intermedia, fa sempre parte dei lavoratori ed è nominato dal datore di lavoro, è chiamato a diversi compiti, tra cui:
Immagina di lavorare nell'edilizia, come operatore di una piattaforma aerea, un lavoro in cui il pericolo più grande a cui si è sottoposti deriva dal rischio di caduta. Quali possono essere i DPI che vengono impiegati in questo caso? Sicuramente dei sistemi anticaduta completi, composti da un'imbracatura di sicurezza che si avvolge intorno al corpo, progettata per distribuire l'impatto in caduta, e ovviamente da un cordino, che collega l'imbracatura al cestello della piattaforma, impedendo che l'operatore venga sbalzato fuori in caso di urti. A completare il sistema, un punto di ancoraggio, punto designato della piattaforma a cui il cordino deve essere sempre agganciato. Oltre a sistemi anticaduta si possono individuare altri dispositivi di sicurezza importanti, come gli elmetti per proteggere la testa in caso di urto con ostacoli, dotati di sottogola, per garantire che l'elmetto rimanga in posizione in ogni circostanza. Anche un paio di scarpe antinfortunistiche con puntale e suola antiperforazione si rivelano utili, così da evitare schiacciamenti o ferite a causa di detriti sul pavimento del cestello.

Se invece maneggi un miniescavatore, sai che in questo caso il lavoro non si svolge in altezza, ma ciò non deve portarti a sottovalutare i rischi che si corrono su di esso. I pericoli maggiori provengono dalla possibilità di urti, sia con la parte interna del mezzo che con il braccio meccanico, perciò, anche in questo caso, un elmetto è necessario. Le scarpe antinfortunistiche proteggono i piedi durante la salita o durante la movimentazione di attrezzi, in cantieri trafficati è necessario anche dell'abbigliamento ad alta visibilità, in modo da poter essere sempre notati tra i mezzi in movimento. La protezione dell'udito potrebbe essere un aspetto sottovalutato, anche perché un miniescavatore produce meno rumore rispetto al suo "fratello maggiore", ma un'esposizione prolungata a suoni che superano la soglia di sicurezza può provocare danni irreparabili, perciò sono fondamentali cuffie o tappi auricolari. Infine, nel caso di lavori in ambienti polverosi o terreni secchi, proteggere le vie respiratorie dall'inalazione di polveri o altri agenti nocivi è fondamentale.
Spesso i termini sono utilizzati in maniera intercambiabile, ma ci sono delle differenze. Casco è un termine più generico, spesso legato ad attività più pericolose, come lavori in alta quota o attività sportive. Protegge la testa da urti e penetrazioni da ogni direzione. Elmetto fa invece riferimento al dispositivo che protegge la testa dei lavoratori in ambienti industriali e nei cantieri, studiato nello specifico per attutire l'impatto verticale di oggetti in caduta, urti con ostacoli o anche scosse elettriche.
I DPI sono dispositivi di protezione individuale, perciò proteggono il singolo, tra questi elmetto, occhiali di protezione, scarpe antinfortunistiche, ecc. I DPC, invece, sono dispositivi di protezione collettiva, il loro scopo, perciò è limitare il rischio alla radice, rappresentando una protezione per tutti. Tra questi rientrano reti anticaduta, parapetti, segnaletica, ecc.
Un lavoratore che non indossa i DPI commette una violazione di un obbligo di legge, previsto dal D. Lgs. 81/08. Rischia sanzioni disciplinari e amministrative, se la mancata adozione dei dispositivi causa infortuni a sé o a terzi, il lavoratore può essere ritenuto responsabile, con conseguenze sia civili che penali.
Sì, i DPI hanno una vita utile. Vanno sostituiti dopo un impatto, se danneggiati o alla scadenza indicata dal produttore.
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