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Manutenzione infrastrutture: il meglio per ponti e viadotti

29/08/2025

Ponti e viadotti sono snodi cruciali per la mobilità di persone e merci, e l'Italia è estremamente ricca di queste infrastrutture. Nonostante ciò, la gran parte di queste, nel nostro paese, risulta obsoleta, molte risalgono a oltre cinquant'anni fa. Vediamo, allora, perché la manutenzione preventiva è cruciale e come viene svolta su queste opere architettoniche.


I ponti hanno bisogno di cure

Esistono tre tipologie di strade che si innalzano per evitare ostacoli naturali o artificiali: ponti, utilizzati per il superamento di un tratto d'acqua, viadotti, costruiti per superare discontinuità del terreno, e cavalcavia, utili al superamento di vie di comunicazione come strade o ferrovie. Tutti e tre comunque non sfuggono ad una necessità, quella di venire sottoposti a manutenzione preventiva. Questa consiste in una serie di interventi programmati e regolari, volti a monitorare, ispezionare o riparare le strutture per evitare guasti o compromissioni della sicurezza, estendendo così la vita dell'opera. I ponti, in un certo senso, sono "vivi", respirano, si muovono, assorbono e sono soggetti ad agenti esterni. Infiltrazioni d'acqua e degrado progressivo dei materiali sono, infatti, tra le principali cause di deterioramento delle infrastrutture. Anche corrosione delle armature metalliche e formazione di crepe superficiali possono causare danni irreversibili. Si rischia, in caso di assenza di interventi alla manifestazione di tali condizioni, il crollo parziale o totale della struttura, evento che si verificò nel 2018 con il collasso del Ponte Morandi di Genova.

I materiali che costituiscono i ponti, tra l'altro, sono spesso diversi e complessi. La corrosione dell'acciaio ad esempio è accelerata dall'umidità, per questo con le misure preventive si tende a far in modo di allontanare fonti d'acqua stagnante. Nei ponti in cemento armato, invece, la corrosione delle barre di armatura è l'aspetto principale da monitorare, per quelli in calcestruzzo, infine, si tende ad affidarsi al ripristino della parte degradata e rinforzi strutturali.

I fattori che causano il deterioramento

Il degrado di un'infrastruttura è inevitabile, ecco perché conviene sempre agire in anticipo. I fattori che ne sono causa sono molteplici e possono essere elementi naturali o meno, tra questi:

  • Invecchiamento o deterioramento dei materiali: per quanto calcestruzzo e acciaio siano durevoli, subiscono un naturale processo di degrado a causa di agenti atmosferici, variazioni di temperatura, erosione e usura.
  • Corrosione delle armature: infiltrazioni di acqua e cloruri possono portare alla corrosione dell'armatura interna, riducendone la resistenza. Per evitare ciò la manutenzione preventiva si avvale di avanzati sistemi di impermeabilizzazione e monitoraggio della corrosione.
  • Fatica dei materiali: continue sollecitazioni dovute al traffico veicolare possono indurre tale fenomeno, portando a formazione o propagazione di micro-fratture, che vanno individuate tramite ispezioni mirate.
  • Eventi sismici e azioni eccezionali: dopo terremoti, urti o incendi, le strutture possono risultare danneggiate, anche in modo impercettibile. La manutenzione preventiva in questi casi prevede ispezioni post-evento e in alcuni casi implementazione di sistemi di monitoraggio sismico.
  • Ristagni d'acqua e problemi di drenaggio: accumuli d'acqua dovuti a drenaggio insufficiente possono accelerare i processi di degrado. La pulizia e manutenzione dei sistemi di drenaggio risultano essenziali.

Come si affrontano queste problematiche

Se prevenire è meglio che curare, allora questo detto vale soprattutto nel caso della manutenzione di infrastrutture pubbliche. Aspettare che un ponte mostri segni evidenti di deterioramento come crepe evidenti o cedimenti, vuol dire essere già in ritardo. Ecco, infatti, che le metodologie per evitare i problemi trattati nel paragrafo precedente prevedono sempre un'analisi attenta dei possibili rischi futuri:

  • Ispezioni periodiche: vengono divise tra ispezioni ordinarie (prettamente visive per rilevare anomalie superficiali) e ispezioni straordinarie (approfondite con accesso diretto alle strutture).
  • Sistemi di monitoraggio: si possono applicare sistemi di monitoraggio occasionali/periodici o permanenti/continui, entrambi servono a rilevare tempestivamente variazioni nel comportamento strutturale.
  • Interventi minori programmati: includono molti interventi minori come riparazione delle fessure, ripristini localizzati, trattamenti di superficie etc.

Benefici di una manutenzione ben programmata

La manutenzione è un po' come andare dal dentista. Nessuno vuole andarci, costa e ci toglie tempo. Ma se non ci andiamo regolarmente per un controllo, il rischio di dover affrontare una spesa ancora più ingente diventa molto elevato. Tornando a parlare di ponti, quindi, la manutenzione preventiva non è assolutamente un costo inutile, è un investimento che garantisce la sicurezza dei cittadini. E questo dovrebbe bastare. Ma in caso non fosse così, ecco alcuni benefici che una manutenzione ben studiata e strutturata può portare:

  • Estensione della vita utile: interventi mirati e tempestivi rallentano il degrado dell'opera e ne prolungano la vita.
  • Maggiore sicurezza: operazioni del genere di solito portano un miglioramento alla stabilità strutturale e alla minimizzazione dei rischi.
  • Ottimizzazione dei costi: la manutenzione preventiva è economicamente vantaggiosa rispetto alla riparazione o ricostruzione completa.
  • Riduzione di tempi di inattività: un intervento programmato causa meno disagi al traffico rispetto a chiusure improvvise.
  • Conformità normativa: la manutenzione aiuta a rispettare le norme nazionali e internazionali che impongono stringenti standard.

Un modo efficace di lavorare a un ponte: la piattaforma By Bridge

Lavorare alla manutenzione di un ponte, viadotto o cavalcavia è un'operazione delicata e richiede l'utilizzo di macchinari adatti allo scopo. Tra questi la piattaforma By Bridge, anche detta "sottoponte", spicca per efficacia. Questa è una macchina speciale che, come il nome stesso suggerisce, offre le migliori prestazioni nella manutenzione di ponti e cavalcavia. Dotata di una struttura che le permette di lavorare con il braccio negativo, ovvero dall'alto verso il basso, raggiunge con facilità punti estremi. Ne esistono di due tipi: le piattaforme a torre, chiamate così perché la loro struttura metallica ricorda una torre, e a cestello, cioè con la forma di una classica piattaforma aerea. È una macchina poco comune; a chi ne avesse bisogno, infatti, può convenire il noleggio.

manutenzione ponti

GIFFI FAQ

Qual è la differenza tra ponte, viadotto e cavalcavia?

Un ponte è un tratto di strada che attraversa corsi d'acqua, un viadotto invece supera dislivelli o vallate, un cavalcavia infine supera altre infrastrutture come strade o ferrovie.

Con quale frequenza vengono ispezionati i ponti?

Dipende dalla normativa e dal tipo di struttura. Solitamente sono annuali o biennali, mentre quelle straordinarie avvengono dopo eventi eccezionali o su strutture particolarmente a rischio.

Quali sono i principali segnali di deterioramento di un ponte?

I segnali più evidenti includono: crepe, distacchi di calcestruzzo, corrosione e deformazioni, oltre a ristagni d'acqua.

Quali tecnologie vengono utilizzate per la manutenzione dei ponti?

Oltre a ispezioni visive e strumenti di monitoraggio, si utilizzano piattaforme speciali come le By Bridge, che consentono di lavorare sotto il ponte, pur stazionando sopra di esso.


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