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31/07/2025
L'esplosione di rosa e bianco dei boccioli del mandorlo è uno spettacolo della natura. Vediamo come viene portato a termine il lungo e faticoso processo di sviluppo e raccolta di questa frutta secca utilizzata in una grande varietà di prodotti.
Indice dei contenuti: Mandorle, Coltivazione e Raccolta
Il processo che porta alla fioritura degli alberi è particolarmente impegnativo e occupa praticamente l'intero anno. Già alla fine del raccolto precedente infatti si inizia a lavorare per il successivo. Il periodo di raccolta dipende, ovviamente, anche da agenti esterni, ma avviene solitamente tra la fine di agosto e settembre, permettendo di completare il processo prima dell'inizio delle piogge autunnali che potrebbero causare problemi. La potatura dei rami avviene successivamente, di solito a ottobre. Tra novembre e gennaio avviene il riposo vegetativo. Tra febbraio e marzo, con incidenza di condizioni esterne, arriva la fioritura ed in seguito la maturazione dei gherigli. A Luglio L'apertura dei malli prepara alla raccolta del mese successivo.
La storia della coltivazione delle mandorle è antichissima e si fa risalire a periodi precedenti al 1000 a.C. Già coltivate in Asia centrale e occidentale, le mandorle sono poi arrivate nelle nostre zone mediterranee e nel continente americano. Il terreno su cui è preferibile dare inizio ad una coltivazione di mandorle è quello collinare con meteo temperato. I maggiori produttori al mondo di mandorle, infatti, sono in California, stato che è impegnato nell'80% della produzione di mandorle mondiale. In Europa paesi mediterranei come Italia, Spagna e Grecia sono tra i maggiori produttori, in Sicilia, infatti, nella città di Agrigento si svolge la festa del mandorlo in fiore, evento che celebra la primavera.
È una pianta che mediamente non raggiunge altezze particolarmente proibitive, può arrivare fino a 8-10 metri. La fioritura è abbastanza precoce e con la sua particolare colorazione, bianca con sfumature rosa, risulta un evento imperdibile per gli amanti della natura. Il mandorlo è abbastanza resistente, si adatta bene a diverse varietà di terreno e richiede poche attenzioni, specialmente dopo i primi anni, quando si può iniziare a concentrare le cure unicamente sui periodi di intensa siccità e sul fornire un'irrigazione adeguata. L'albero non tollera particolarmente l'umidità, per questo si cerca di evitare la raccolta in periodi di pioggia, la quale può far sorgere problemi di muffe.

Qual è il segno che ci suggerisce che le mandorle sono pronte per la raccolta? L'apertura del mallo. Cos è il mallo? È il rivestimento esterno della mandorla, è lanuginoso e ha scopo di nutrire e proteggere il guscio, la sua apertura con la rivelazione del guscio interno indica la maturità della mandorla, la quale senza il suo scudo rimane soggetta alle intemperie.
A differenza di molti frutti la raccolta delle mandorle avviene preferibilmente da terra e può essere manuale o meccanica. I frutti cadono spontaneamente sul terreno e in passato venivano raccolti da lì. Oggi si possono utilizzare gli scuotitori meccanici, che, per l'appunto, scuotono la pianta provocando la caduta delle mandorle. I frutti non vengono più lasciati cadere a terra, spesso si utilizzano dei teli, posizionati alla base degli alberi, per la raccolta.
Questa può anche avvenire con dei macchinari ed è seguita dall'operazione della smallatura. La smallatura consiste nella rimozione del mallo e viene spesso portata a termine tramite un macchinario chiamato smallatrice, che elimina la parte più esterna con l'aiuto di una spazzola.
Il passo successivo è quello dell'essiccazione. Questo è un procedimento che prevede la stesura delle mandorle al sole, per un'asciugatura omogenea, attività che richiede diversi giorni.
Si può procedere poi alla sgusciatura, cioè l'eliminazione del guscio essiccato tramite frantumazione, anche questo procedimento prevede l'utilizzo di un macchinario: la sgusciatrice. L'ultimo passo è quello della calibratura, in cui i gherigli vengono suddivisi in base alla dimensione.
A seguito della lavorazione le mandorle vengono conservate e poste sotto controllo in vista di una possibile spedizione. Per muovere grandi quantità di prodotto potrebbe essere necessario un muletto, che permette di caricare i vari lotti su un furgone e giungere alla lavorazione finale, che può comprendere la trasformazione delle mandorle in prodotti derivati per la cucina.
E cosa si fa con il guscio delle mandorle? Mallo e guscio non sono semplici scarti e per evitare sprechi è possibile riutilizzarli, ad esempio, come combustibile, lettiere, compost o alimento per il bestiame.
Moltissime varietà di mandorlo sono autoincompatibili, perciò non possono autoimpollinarsi con efficacia. Ciò porta molti apicoltori a trasportare personalmente alveari nel frutteto in modo da incoraggiare l'impollinazione, alcune varietà italiane sono, però, autofertili. Nei mandorleti è prassi piantare diverse varietà di mandorli, per poi procedere alla raccolta separata di ogni varietà. Gran parte delle mandorle sono dolci, quelle amare contengono amigdalina, che rischia di causare avvelenamento da cianuro, ma ciò non deve spaventare, in quantità limitata sono utilizzate per la preparazione di alimenti e liquori.
Le più apprezzate e comuni tra quelle italiane sono le mandorle pugliesi e le mandorle siciliane, le varietà più diffuse sono:
La mandorla ha il vantaggio di poter essere gustata in diverse forme: al naturale, tostata, pelata o salata; oppure la si può utilizzare in prodotti da cucina come la farina di mandorle, la granella e la pasta di mandorle. Ne derivano anche bevande come il latte di mandorla e l'orzata, o liquori come l'amaretto. Tra i dolci più apprezzati in casa sono sicuramente da citare il torrone, diversi tipi di torte o biscotti (come gli amaretti) o anche i confetti.
In periodo estivo, tra agosto e settembre.
Uno strato carnoso all'esterno del frutto, serve a nutrirlo e proteggerlo
Hanno proprietà benefiche per colesterolo e intestino, in quantità limitata possono anche essere utili per la perdita di peso. Contribuisco al senso di sazietà anche in quantità esigue.
I primi raccolti arrivano di solito intorno ai primi 3 anni, la piena maturità a circa 5-6 anni. Queste piante vivono anche più di cento anni, ma la produttività cala dopo i primi 50.
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